Le foto della Malesia raccontano un paese stratificato, dove le radici affondano nella foresta pluviale più antica del mondo e i rami toccano cieli di vetro e acciaio.
Questo viaggio fotografico attraversa la Malesia come si percorre un ponte tra mondi: il ronzio della giungla e quello delle metropoli, il profumo delle spezie e l’aria condizionata dei grattacieli, le voci che si intrecciano in lingue diverse: malese, cinese, tamil, inglese.
Ogni scatto della mia Canon 450 è un frammento di questo mosaico complesso dove convivono, senza fondersi mai, culture che hanno imparato a guardarsi negli occhi.
Foto della Malesia, dalla capitale alla costa
Il viaggio, tutto via bus, non segue una linea e non copre purtroppo tutto il paese. Sono partito da Kuala Lumpur, sono sceso a Malacca in giornata, per poi dirigermi nell’interno fino al Taman Negara.
Sono poi risalito lungo la costa ovest fino a Penang e a Langkawi, e solo alla fine sono tornato verso sud per visitare le Cameron Highlands. Sulla carta è uno zig zag, e le immagini della Malesia di queste pagine sono città, foresta, mare e montagna.
Da Langkawi un viaggio in bus che non finisce più mi scarica alle Cameron Highlands a tarda sera, credo a Tanah Rata. Mi aspettavo un paesino di montagna, quattro case e una strada, e mi ritrovo in una cittadina grossa. È lì che, in un ristorante indiano, mangio qualcosa con del tofu, e il conto vero arriva dopo: passo la nottata in bagno. Il tempismo è perfetto, devo ancora tornare a Kuala Lumpur e prendere l’aereo per la Birmania. Per il resto del viaggio e nelle settimane successive non mi sono mai ripreso del tutto. Da allora il mio stomaco non è più lo stesso, è diventato molto più sensibile. Sarà l’età.
Ho diviso le foto della Malesia per luoghi. La capitale sta in una pagina con le Batu Caves; le foto di Malacca, Penang e Langkawi seguono la costa da sud a nord, come se fossero state un tragitto solo; le due foreste, il Taman Negara e le Cameron Highlands, stanno fianco a fianco anche se nel viaggio in mezzo c’era tutta la costa.
La penisola è stretta. Una dorsale di montagne coperte di giungla la taglia da nord a sud, e quasi tutto quello che c’è in queste immagini della Malesia sta sul versante occidentale, quello delle città, delle ex-colonie, dei porti e delle strade veloci. Anche la politica ha una geografia tutta sua: il paese è una federazione di tredici stati, nove dei quali hanno un sovrano ereditario, e ogni cinque anni i nove scelgono fra loro il re. Malacca e Penang, un sovrano non ce l’hanno: le guida un governatore.
La Malesia del 2011
Sono ormai passati molti anni e il paese che ho fotografato non è più lo stesso. Nel 2011 le Petronas erano ancora le torri più alte di Kuala Lumpur; ma nel 2023 è stato completato il Merdeka 118, quasi 680 metri, oggi il secondo edificio più alto del mondo, e lo skyline dei miei scatti è già diventato un documento d’epoca. È il destino di ogni reportage, e la Malesia costruisce in fretta. Le foto della Malesia in queste pagine vanno guardate così, come il ritratto di un momento preciso.
C’è poi una Malesia che non ho visto affatto. Sabah e Sarawak, sull’isola del Borneo, sono più di metà del territorio e stanno a centinaia di chilometri di mare dalla penisola: il monte Kinabalu, gli oranghi, le case lunghe sui fiumi. Il Borneo resta per un altro viaggio.
Le fotografie della Malesia, da Kuala Lumpur alle Cameron Highlands, mostrano questa capacità malese di contenere le contraddizioni: modernità e tradizione, giungla e metropoli, culture che si toccano senza mescolarsi.
Ogni foto è un frammento di un mosaico troppo vasto per essere contenuto in un solo sguardo, un invito a tornare perché c’è sempre un altro strato da scoprire, un’altra storia nascosta dietro quella che credevi di aver già visto.

