Cappellino e volto coperto: le fotografie di Kuala Lumpur sono anche di chi tiene pulite le Petronas.

Foto di Kuala Lumpur 2011

 

Le Petronas sono state l’edificio più alto del mondo per sei anni, dal 1998 al 2004, un record che inevitabilmente non è durato molto. Da allora Kuala Lumpur ha continuato a costruire verso l’alto come se non ci fosse un domani, come se quel primato andasse riconquistato. Nelle foto di Kuala Lumpur rimangono comunque, a mio giudizio, davvero belle e particolari.

Kuala Lumpur

Ed eccoci qui, la mia seconda volta a Kuala Lumpur. Ero stato nel 2007 per lavoro, e la ragione di questa seconda visita è stata principalmente ottenere il visto per il Myanmar all’ambasciata birmana.
Il primo luogo dove sono tornato è la Chinatown di Kuala Lumpur, Petaling Street, dove ho avuto l’opportunità di fare con calma le prime fotografie di Kuala Lumpur, davvero interessanti.

La ragione principale per visitare la Malesia probabilmente è proprio la capitale Kuala Lumpur e il mescolarsi di persone e di etnie. Si tratta della città più popolosa della Malesia con 1,6 milioni di abitanti, ma l’area metropolitana si stima possa arrivare a 6,9 milioni.
Secondo il censimento del 2010 i malesi rappresentano solo il 45%, la popolazione cinese comprende il 43%, gli indiani il 10%, e gli stranieri residenti costituiscono addirittura il 9% della popolazione.
La foto di Kuala Lumpur che ne emerge è quella di una metropoli davvero multietnica, forse spaccata in una dicotomia con cui convive da sempre.

Le Petronas Towers dominano lo skyline come due esclamazioni di ambizione, e alla loro base la città si agita in un presente fatto di shopping mall climatizzati e traffico incontrollabile. Insegne cinesi si alternano a moschee, ai canti delle preghiere, a templi nascosti in vicoli laterali. Ma il mercato centrale è un’esplosione di colori che la macchina fotografica fatica a contenere.

Artigiani sotto ventilatori che girano lenti. Little India profuma di incenso e curry, Chinatown urla nei suoi mercati notturni già in preparazione, e tra questi mondi paralleli si cammina. Nelle immagini di Kuala Lumpur l’architettura è una miscela di vecchie influenze coloniali, tradizioni asiatiche, ispirazioni islamiche, concezione moderna e postmoderna.

Ho apprezzato moltissimo le ore trascorse alle Petronas e a Little India. Si tratta di un quartiere davvero interessante da visitare, specialmente se si vuole mangiare qualcosa di vegetariano: naturalmente Little India con tutti quei colori intorno a te è anche un’ottima opportunità per le fotografie di Kuala Lumpur. Basta girarsi e le foto ti assaltano letteralmente, davvero impossibile non farne. Decido, nel pomeriggio, di immergermi nel verde rilassante del KL Bird Park.

Poco fuori dal centro c’è il Thean Hou da visitare, un grande tempio cinese. Non ero abituato ai templi di questo tipo, li trovo pacchiani: continuo decisamente a preferire quelli thailandesi e laotiani. La stessa impressione l’ho poi ritrovata in Vietnam, a Hong Kong, e a Taiwan. Eppure dal Thean Hou sono uscite immagini di Kuala Lumpur che non mi aspettavo.

Il giorno dopo vado al Forest Research Institute Malaysia (FRIM). Sotto la copertura degli alberi il caldo umido è infernale, come sempre quando si cammina ai tropici lungo un sentiero. Il ponte sospeso è più scena che altro, di pericoloso non ha niente. Sono le foto di Kuala Lumpur dove i grattacieli spariscono.

Batu Caves

Preso da un’improvvisa voglia di fuga mi dirigo alle Batu Caves, dove la statua dorata di Lord Murugan si erge per 42 metri davanti all’ingresso delle grotte, un colosso dorato che brilla sotto il sole equatoriale con un’intensità violenta, impossibile da ignorare.

Batu Caves è una collina calcarea situata 13 chilometri a nord di Kuala Lumpur. Per le fotografie delle Batu Caves la luce era abbastanza buona fuori, ma dentro le grotte la mia Canon è stata costretta a fare miracoli: la luce era molto poca e arrivava solo dall’alto, dall’apertura della volta. Il sito è anche noto per le sue numerose scimmie, macachi, a cui i visitatori spesso danno cibo.

Queste scimmie possono essere molto territoriali e sono abbastanza pericolose per i morsi, spesso attaccano i bambini. I 272 gradini che salgono verso la caverna principale sono popolati da macachi che posano con la sicurezza di chi sa di essere parte integrante del paesaggio, che rubano offerte e occhiali da sole con la stessa disinvoltura.

Nelle foto delle Batu Caves cerco di documentare quel caos sacro, evitando i turisti in pantaloncini che vengono fermati e coperti con scialli colorati. Il buio delle pareti calcaree contro fasci di luce che sembrano solidi, tangibili.

Il paese vero comincia sulla costa, dove gli imperi sono arrivati cinquecento anni prima dei grattacieli: Malacca, Penang e Langkawi.