thailandia2022

Foto Thailandia 2022

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Foto di un paese e di una città che ha attraversato la pandemia trasformato, dove le cicatrici invisibili si leggono negli spazi vuoti e nelle architetture che sembrano ancora più aliene contro cieli troppo puliti.
Questo viaggio fotografico esplora una Bangkok post-pandemica che ha accelerato verso il futuro con la disperazione di chi ha visto fermarsi il tempo e ora vuole recuperarlo tutto insieme.
Ogni scatto della Canon 760 diventa testimonianza di una metropoli che non sa più se vuole essere umana o digitale, ma conserva i suoi templi dorati dietro le torri di vetro. Peccato che ogni volta che torno non me ne andrei più via.

Bangkok

Ho visto crescere molti di questi grattacieli negli ultimi vent'anni. Le fotografie catturano una città che forse ha dimenticato cosa significa abitare. Ma mi affascia proprio per questo mentre percorro le strade da Siam Square a Chinatown. Le fotografie devono essere veloci, rubate, perché qui nessuno vuole essere guardato, tanto meno immortalato.
Il nuovo King Power Mahanakhon Tower si erge come monolite nero con la sua facciata pixelata sembra un edificio che sta glitchando nella realtà, come se qualcuno avesse dimenticato di renderizzare completamente il file 3D prima di costruirlo. Mentre il vecchio MBK non smette di conquistarmi con i suoi schermi.
Le fotografie dei BTS Skytrain catturano quella sensazione peculiare di distopia tropicale: treni sopraelevati che scivolano silenziosi sopra la città caotica, capsule climatizzate che ti portano da un centro commerciale all'altro senza mai dover toccare la strada, dove la vita vera: sudata, puzzolente, umana, continua indifferente sotto di te.
Dalle piattaforme sopraelevate, le fotografie guardano giù verso i tetti di lamiera ondulata dove si asciuga il bucato accanto ad antenne satellitari, verso i templi schiacciati tra grattacieli. In mezzo ad uno spettacolo di danza tradizionale.



Lungo i canali che ancora resistono, i khlong, ora fogne a cielo aperto. Questa Bangkok l'architettura futuristica finge che non esista, nelle brochure dei condomini di lusso viene photoshoppata via. Ma le fotografie oneste la mostrano: è il 70% della città, è dove vive la maggioranza, è la distopia vera non quella estetica dei grattacieli contorti.
Le fotografie di Bangkok documentano una città che ha scelto il futuro ma non sa quale futuro ha scelto. L'architettura futuristica che domina lo skyline è forse distopica non per come appare ma per quello che rappresenta: un'idea di progresso occidentale che ha dimenticato le persone, che costruisce verticale perché ha esaurito l'orizzontale, che crea monumenti all'ego invece che spazi per vivere.
Ogni fotografia è un frammento tra la Bangkok che era: umana, caotica, profumata di incenso e frittura; e quella che vuole diventare: lucida, climatizzata, riflettente alla fine solo se stessa.